xtrude

XTRUDE

XTRUDE ormai non è più “il progetto X-trude”. Si tratta di un’innovazione in quel campo di confine tra la medicina e l’estetica. Un’arma dell’operatore che non compie più un servizio alla persona bensì una missione.

Il tumore al seno è oggi la malattia oncologica più diffusa tra le donne. Ogni anno una donna su 8 scopre di esserne affetta. Sono numeri da brivido.

Fortunatamente la diagnosi precoce ha notevolmente ridotto il tasso di mortalità.

La terapia farmacologica non esclude purtroppo la chirurgia DEMOLITIVA.  L’asportazione del seno avviene anche a scopo solo precauzionale, capezzolo incluso.

La parte viene demolita, distrutta per tutelare tutto il resto, per scongiurare possibili recidive. Non c’è tempo di soffermarsi a pensare all’estetica, anche se non solo di estetica si tratta. Terminata la tempesta è però proprio da qui che si riparte, si ricostruisce un corpo che mai sarà più lo stesso. Con la voglia di riappropriarsi della propria immagine in ogni più intimo aspetto.

Simona, la musa ispiratrice di tutto questo, è stata la prima persona a portare e testare le protesi realizzate da Ennio. Lei dice “Non è giusto sentirsi ancora vittima di quel mostro che hai sconfitto. Quindi fai appello a tutta la forza interiore che hai già dimostrato di avere e decidi di mettere fine a questa storia. Non importa se ti ritroverai di nuovo in ospedale, con l’odore dei disinfettanti, le luci dei neon, le voci degli estranei mentre cerchi faticosamente di riposare, le finestre socchiuse che fisserai per ore chiedendoti perché è toccato proprio a te. Stavolta dentro di te ci sarà una nuova prospettiva che renderà tutto più sopportabile: la tua rinascita”.

XTRUDE

Ecco, è più o meno quello il momento in cui entrano in gioco i dermopigmentisti in ambito paramedicale, o ancora di più, gli operatori Xtrude. La fase finale di quest’ultimo grande sforzo, il dettaglio, il perfezionamento dell’opera dei medici.

Le “protesine”, come le chiamano gli addetti ai lavori, sono il risultato eccellente di tre anni di prove e sperimentazioni del maestro Orsini.

Ennio è stato spinto dalla pacata insoddisfazione durante i suoi lavori di ricostruzione dell’areola mammaria nell’ambito della dermopigmentazione paramedicale. Lavori che per quanto realistici e risolutivi restano nel campo della bidimensionalità.

La circolare del 15 maggio del 2019, con cui il ministero della salute stabiliva che in Italia “la prestazione “pigmentazione dell’areola – capezzolo” doveva essere eseguita esclusivamente da chi eserciti una professione sanitaria, in ambulatorio medico e non poteva essere eseguita in strutture non sanitarie e da personale non sanitario, è per tutti i dermopigmentisti una brutta notizia. Per loro e per le centinaia di donne trattate fino a quel momento. Una doccia gelata che è lo sprone per spingere sull’acceleratore nella sua ricerca della tridimensionalità.

E così dopo tre anni di ripetute prove conia un apposito protocollo per la realizzazione delle prime protesi in silicone del complesso areola capezzolo, altamente realistiche, personalizzate e biocompatibili.

La tecnica sviluppata si fonda sulle conoscenze del maestro Orsini nel campo del trucco cinematografico e degli effetti speciali, nonché della dermopigmentazione in cui è uno dei riferimenti a livello mondiale, nel momento in cui le “estruse” devono essere colorate.

Xtrude

XTRUDE

Dal vocabolario TRECCANI L’estrusione consiste essenzialmente nel forzare per compressione il materiale, allo stato pastoso, a passare attraverso una sagoma (“matrice” o “filiera”) che riproduce la forma esterna del pezzo che si vuole ottenere”.

Così le dermopigmentazioni non sono più piatte, il limite della bidimensionalità viene abbattuto.

La X iniziale è portatrice di scienza, chimica, materia. È portatrice soprattutto della promessa fatta alla cliente: quella che uscirà dalla sua eX condizione. Una bella X sul passato. Un riappropriarsi delle sue forme, non più sognate ma VERE – TRUe

Un aspetto non scontato di X trude è che non c’è nessun “ultimo sforzo” da sostenere per le donne. Si tratta di una procedura del tutto indolore. Nessun atto chirurgico da compiere.

Dal capezzolo sano verrà preso un calco da cui verrà generato un capezzolo praticamente identico. Il quale, sapientemente colorato, è applicato dove mancante mediante un apposito collante biocompatibile. La protesi una volta applicata, rimane fissata sul seno della donna per più di una settimana senza il bisogno di essere mai rimossa.

Dopo circa sette/dieci giorni è possibile toglierla autonomamente con un apposito prodotto, detergere la zona sottostante e rifissare la protesi sullo stesso punto. Tutto rispettando la pelle e senza causare irritazioni, in quanto tutti i prodotti usati dal metodo Xtrude sono assolutamente biocompatibili ed atossici.

Con il dispositivo Xtrude si può praticare qualsiasi attività.

Non teme acqua, sudore, o alte temperature. Si può fare sport, il bagno in piscina, una doccia calda, una sauna… Non è questo il momento delle limitazioni.

Il capezzolo ricostruito è incredibilmente somigliante, riportando ogni dettaglio e particolare.

Ennio non è geloso del proprio lavoro, altrimenti non sarebbe il Maestro.

Il protocollo non è stato ideato per restare confinato nelle mura del suo studio di Sulmona. Ennio Orsini desidera insegnarlo, divulgarlo altruisticamente. Il numero di donne beneficiarie di questo prodotto sarà direttamente proporzionale al numero di operatori formati nel mondo.

A maggio del 2021, in piena pandemia COVID, si è svolto il primo corso per diventare operatori Xtrude. Una giornata in diretta streaming che doveva portare Ennio Orsini nelle postazioni di 20 allieve desiderose di imparare. La notizia si è diffusa molto velocemente nel settore. Sono bastati pochi annunci sui social per far si che le operatrici collegate quel giorno fossero poi più di 60, da tutto il mondo.

Xtrude

Il centro DERMAMENTE di Sulmona

è teatro di molti corsi di formazione, ma sicuramente quello è stato e resterà il più impegnativo e il più emozionante.

La trasmissione dell’entusiasmo e della dedizione credo sia una delle capacità che fanno di Ennio un Insegnante con I maiuscola. Il gruppo da lui fondato di operatori Xtrude, ad oggi enormemente cresciuto perché il corso è giunto alla sua seconda edizione, ormai cammina da solo in piena autonomia. Si collabora, si studia, ci si consiglia, ci si perfeziona. E’ grandioso perché in un’epoca in cui l’egoismo e il tornaconto personale sono il motore di gran parte delle nostre vita, vedo un gruppo di persone che senza contratti o adesioni formali, si sente membro prezioso di questa comunità “dona sorrisi”.

Studia, cresce, si evolve… La visione di Ennio, e con lui di tutti noi, è quella di formare molti e molti operatori Xtrude, affinchè in ogni parte del mondo sia possibile accedere a questo servizio.

Ad oggi Ennio è al lavoro per trovare il prodotto più performante e durevole, più sicuro rispetto alle allergie, intolleranze o proliferazione di funghi.

Il corso per operatori Xtrude è giunto alla seconda edizione, tenutasi nello scorso Ottobre a Roma. Stavolta in presenza. Ci auguriamo di poterne organizzare ancora altre.

In occasione del corso, è stato presentato anche il settimo libro di Ennio, quello che racconta questa bellissima storia. Il suo titolo è “Come un fiore che sboccia di nuovo”.  Parte del ricavato della vendita del libro sosterrà le associazioni a sostegno della lotta al tumore al seno.

testo scritto da: Fabrizia Di Dio